Campo scuola diocesano Acr, diocesi di Otranto
di Clara Azzarito*
Sapete cos’è la meraviglia?
Ecco, io l’ho sperimentata in quattro giorni: dal 22 al 26 luglio 2026, durante il campo scuola dell’Acr della diocesi di Otranto. Quest’anno siamo usciti dalla nostra regione per raggiungere i monti di Campitello Matese, dove una brezza leggera e i versi degli animali hanno fatto da sottofondo alle nostre risate.
Non credo di riuscire a trovare parole davvero sufficienti per raccontare ciò che è stato questo campo. Il vocabolario delle emozioni conosce pochi termini e infiniti gesti. Eppure voglio provare a dare un nome alla meraviglia che questi ragazzi mi hanno donato, camminando sulle orme di un santo che, in pochi giorni, è diventato loro amico: San Pier Giorgio Frassati, per noi PiGi.
Come lui ha scalato le vette della montagna e della santità, anche noi abbiamo raggiunto cime che sembravano irraggiungibili, aiutati da una seggiovia, affrontando paure, sostenendoci a vicenda. Ma la salita più bella non è stata quella tra i monti: è stata quella dentro il cuore di ciascuno di noi.
Abbiamo parlato di amicizia, di carità, di ascolto, di emozioni e di aiuto fraterno. Abbiamo costruito una cordata, prima con le corde e poi con i legami. Abbiamo giocato, riso fino alle lacrime, inventato parole nuove, coltivato complicità, “rubato” cuori e cercato oggetti preziosi che, in realtà, non esistevano, perché ci siamo accorti che il tesoro più grande era già tra noi: l’amore.
Abbiamo pregato e vissuto esperienze autentiche e indimenticabili. Come ci insegnava il nostro PiGi, siamo andati “verso l’alto” ma senza mai perdere il contatto con la terra. Abbiamo imparato a servirci gli uni gli altri e a guardare ogni persona con rispetto, ricordandoci che ciascuno è un terreno sacro e inviolabile, davanti al quale è necessario togliersi i calzari.
Ora torniamo a casa con le valigie più pesanti di quando siamo partiti, ma non per ciò che contengono, ma per ciò che custodiscono. Abbiamo piantato semi che, ne sono certa, cresceranno e porteranno frutto. Continueremo a rimanere “sempre allegri”, perché, come ci ha insegnato il nostro San Pier Giorgio Frassati, siamo chiamati a “vivere e non vivacchiare”, con lo sguardo rivolto “verso l’alto”, ma con il cuore costantemente rivolto verso l’ALTRO.
*Membro équipe diocesana Acr, parrocchia “San Giorgio Martire” - Serrano















































