«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'»

Esercizi spirituali per il Settore Adulti
di Fernando Pellegrino*

 

Il versetto 30 del 6 capitolo del Vangelo di Marco dà il senso dell'esperienza che come adulti di AC abbiamo vissuto dal 11 al 13 maggio, accolti nella bella cornice del convento dei cappuccini di Scorrano.

Accompagnati dalla suadente voce di don Lucio, ci siamo immersi nell'ascolto e nella meditazione di tre passi del Vangelo, che facevano da nucleo fondante alle tre direttrici che creavano lo sfondo dell'intera esperienza. La chiamata, la risposta e la missione. Classica, ma mai banale, scansione tipica dei percorsi dell'AC.

Il primo giorno con la chiamata siamo stati invitati a riflettere sul brano evangelico di Luca al cap. 5 il racconto della pesca miracolosa. Abbiamo toccato con mano che ogni chiamata di Gesù avviene quando siamo toccati dal fallimento, “maestro abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla” ma Lui ci dice “prendi il largo e getta le reti”, fidati continua a ripeterci, proprio quando siamo stanchi e sfiduciati, Gesù non chiama i capaci, non sa che farsene, sono troppo pieni di sè, ma rende capaci attraverso la sua grazia.

Ad ogni chiamata scaturisce una risposta e molto spesso per noi adulti ogni risposta è un cammino di ritorno, e proprio per questo il brano guida di questa seconda giornata è stata la parabola del Padre misericordioso, cap. 15 di Luca, il ritornare in sè del figlio minore è l'inizio della risposta autentica, quando si riconosce fragile e bisognoso dell'Amore del padre. Ecco, per noi adulti rispondere significa proprio questo, fare i conti con il proprio fallimento, a differenza del figlio maggiore che pur essendo apparentemente perfetto rimane intrappolato nella sua superbia nella logica del merito lontano dalla grazie.

Sull'onda della corresponsabilità, parola chiave del cammino formativo dell'AC, chiamata e risposta non possono fare a meno della missione il campo in cui si misura la nostra appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Sappiamo bene dalla storia associativa che la missione non è una delega del clero ai laici, ma una nostra responsabilità che scaturisce dal Battesimo. Sollecitati dal cap. 28 del Vangelo di Matteo in cui Gesù, incontrando gli undici sul monte in Galilea, prima di ascendere al cielo, invita loro ad andare in tutto il mondo per fare discepoli tutti gli uomini battezzandoli nel suo nome: una promessa che è garanzia per tutti noi, “io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

Per noi di AC questo invito e questa garanzia è come essere lievito nella società per conservare fino in fondo il “sapore” del Vangelo.

Ottima e suggestiva l'idea di affiancare a queste sollecitazioni evangeliche anche “l'ascolto” e la vicinanza di alcuni testimoni dell'AC da Frassati a Barelli, da Toniolo a Gianna Beretta Molla, un ampio raggio di amici che sono accanto a noi e ci indicano il cammino da seguire. Così quel vivere e non vivacchiare di Pier Giorgio, la fiducia incondizionata di Armida nel Sacro Cuore, la certezza, del beato Toniolo, che solo la santità salverà il mondo dalle ingiustizie ed infine il desiderio di unione totale ed intima al Signore di Gianna Beretta Molla,espressa molto bene nella preghiera che abbiamo fatta nostra il secondo giorno sono un nuovo modo di incarnare le tre parole.

Sull'onda dell'entusiasmo per questa prima edizione di questi “particolari” esercizi spirituali, perchè non pensare ad una struttura più partecipativa in grado di intessere relazioni? Proviamoci e come diceva Armida: “impossibile? Allora si farà”.

 

*Parrocchia “S. Nicola Vescovo” - Nociglia