Il ritrovo del nostro (D)IO

CAMPITELLO MATESE 30 luglio – 1° agosto 2025
di Matteo Monteduro*

 

Vivere un viaggio di tre giorni immersi nella pace interiore infusa dallo splendore naturale di Campitello Matese è stato un modo per ritrovare pienamente ciò che caratterizza la nostra persona e il nostro cammino di fede; tutti insieme nel progetto tutto chiede salvezza, tratto dall’omonimo romanzo di Daniele Mencarelli, in cui abbiamo seguito le orme del protagonista inizialmente spaesato, ma che alla fine ritrova il suo habitat naturale insieme alle persone che veramente lo capiscono.

Salvezza è stata la parola che ha caratterizzato il nostro viaggio spirituale: come in un TSO, il ritrovo di noi stessi può apparire folle, e in una tale situazione si ritrova la salvezza anche in ciò che si prova quotidianamente. All’alba del primo giorno ci siamo fermati provvisoriamente a Molfetta, dove abbiamo condiviso le nostre collocazioni provvisorie, ovvero un periodo buio della nostra vita destinato a splendere grazie alla nostra luce interiore. Giunti a Campitello ci siamo sistemati nelle camere con i nostri “compagni di battaglia” e ci siamo poi rifugiati nelle nostre comfort zone, diverse e uniche nel loro genere, ma unite nel loro unico scopo di cucire le nostre ferite. Nell’atmosfera serale le nostre mancanze ci hanno permesso di esprimerci, cercando insieme un modo di sopperire queste ultime. Il secondo giorno abbiamo scoperto che abbiamo tutti un grande bisogno di amore, ritagliando su un foglio di carta i doodles delle necessità in una relazione: lì è emerso il nostro lato più umano che ci ha resi ancora più forti e coesi. Verso sera, esausti per tutta l’attività svolta, abbiamo espresso ciò che ci lega all’ambiente ecclesiastico e scolastico, aprendoci anche sulle nostre relazioni con gli altri. Abbiamo concluso il secondo giorno mantenendo questo legame tra le note di una “sfida” di conoscenza musicale. Il terzo giorno l’atmosfera pacifica delle montagne ci ha permesso di dialogare con noi stessi ed esprimere con una sola parola gli spunti di pensiero che ci hanno offerto tutti i laboratori su amicizia, scuola e famiglia. Compilare successivamente la nostra scheda di dimissioni dal TSO ci ha fatto capire quanto siamo cresciuti e la nostra unicità di fronte a Dio. E tutto ciò è poi tramontato nelle risate e nello “scontro” tra compagni paesani e cittadini, che ci ha fatto capire quanto in realtà la stanchezza sia valsa la pena. Con la quotidiana preghiera abbiamo ufficialmente trovato la nostra salvezza, all’alba del nuovo giorno del Giubileo.

 

*Parrocchia “Sant’Antonio Abate” - Maglie