Tutto chiede salvezza

Campo dei campi 2025
di Chiara Rita Rossigno*

 

Dal 30 luglio al 3 agosto, i gruppi Giovani e Giovanissimi di Azione Cattolica provenienti da diversi paesi della diocesi di Otranto si sono ritrovati a Campitello Matese per vivere insieme un’esperienza di fede intitolata “Tutto chiede salvezza”, ispirata all’omonima serie Netflix. Ogni giornata iniziava da un momento di riflessione, seguito da un estratto della serie e da alcune attività che trattavano tematiche, spesso anche molto toccanti, estrapolate proprio dall’esperienza del TSO vissuta dai protagonisti del telefilm.

Ogni momento, che sia di riflessione, preghiera o attività, aveva alla base un tema ben preciso che ci accompagnava per l’intera giornata. Attività come la collocazione provvisoria, vissuta il primo giorno, in cui ciascuno ha analizzato la propria comfort zone attuale con la realizzazione di una action figure. Ancora, ci siamo immersi nelle relazioni che viviamo quotidianamente e nelle reti che ci legano con gli altri e che spesso sono molto difficili da riparare, quindi abbiamo cercato dei “nodi” alle varie rotture. Siamo poi giunti al terzo giorno, dove, attraverso il deserto, abbiamo riflettuto sul tema dell’incontro per poi addentrarci in quello della missione, preparandoci al tanto atteso Giubileo a Roma.

Non sono di certo mancati momenti di preghiera e momenti di gioco, ricordo la prima sera con l’adorazione eucaristica o la seconda in cui ci siamo “battezzati a vicenda” riprendendo proprio il tema delle relazioni. Nel gioco invece abbiamo spesso vissuto momenti di karaoke, tra Roma e le sfide organizzate dal MSAC e, dulcis in fundo, l’ultima sera a Campitello si sono sfidati Paesani e Cittadini nella serata di Ciao Darwin.

Il campo poi si è concluso tra il 2 e il 3 agosto a Roma, dove abbiamo vissuto il “Giubileo dei giovani”: un’esperienza di fede universale che ha coronato un cammino già ricco di salvezza, incontri e crescita.

La Salvezza è la liberazione dal peccato, dalla morte spirituale o dalla dannazione eterna, e l’accesso alla vita eterna o alla comunione con Dio. Con il campo dei campi ho potuto riflettere su cosa significa per me salvezza, ovvero quella sensazione di libertà e di legame profondo con Dio, che ho sentito in particolare durante l’attività del “deserto”. Nel corso di questo campo ho costruito nuovi rapporti di amicizia ma anche approfondito quelli che già avevo, in quanto attraverso le attività ho potuto far emergere le mie sensazioni più profonde e confrontarmi con gli altri per analizzarle meglio e superare le mie ferite, attraverso il dialogo e l’ascolto.

 

*Parrocchia “San Nicola Vescovo”, Nociglia