Maneggiare con Cura

Abitare la vulnerabilità per una relazione educativa autentica

 

Il 18 e 19 Aprile a Gabicce Mare si è tenuto il Seminario di studio nazionale ACR in cui grazie agli interventi di Don Domenico Cravero, del professor Michele Gennuso e del professor Pierpaolo Triani, abbiamo approfondito i temi della vulnerabilità e della fragilità all’interno dei contesti educativi.

“Se vogliamo maneggiare con cura, dobbiamo prima capire cosa vuol dire curare”. Così Don Domenico Cravero ha avviato la riflessione su cosa davvero voglia dire essere comunità educativa autentica in un mondo difficile in cui i ragazzi, come vetro, in un attimo possono finire in frantumi. E allora il compito di noi educatori è aiutare il vetro ad essere biglia, perché, citando Michele Gennuso “Non è la materia di cui sei fatto a renderti debole, ma la forma che prendi”.

Chiediamoci se, nel nostro operare con i ragazzi, siamo argini o dighe. Le dighe bloccano, controllano, decidono quando e quanto può passare. Allora siamo argini: diamo forma, conteniamo, orientiamo il flusso senza fermarlo. Piuttosto che decidere la meta, aiutiamo a rendere possibile il percorso.

È importante riconoscerci come comunità che sta affianco, che supporta, nella consapevolezza delle proprie fragilità, e attenta alla possibilità che queste si traducano in male, perché da cristiani sappiamo della possibilità del male. Affidiamoci alla grazia e, come recitiamo nella preghiera del Padre Nostro, lasciamo che Dio ci liberi dal male. Coltiviamo l’ideale di una comunità di nomi propri, di volti, dando il primato alla persona. L’educazione non è improvvisazione, prevede strutturazione, ma che questa non diventi il nostro obiettivo, che deve rimanere sempre l’incontro con il vangelo e con le persone.

Noi siamo chiamati a coltivare una comunità aperta e che apre, che sa che l’educazione non è onnipotente, e proprio perché non si considera onnipotente, educa e coltiva, perché l’educazione è un grande atto di speranza. L’accompagnamento dei piccoli richiede infine una comunità vivace e vitale, una comunità conviviale in cui la fragilità apre i suoi tesori e pone l’avere cura come nuovo modo per spiegare il mondo.

 

Lucia Pastore, Responsabile Diocesana Acr
Daniela Gemma, Membro Équipe Acr Diocesana
Filippo Errico, Membro Équipe Acr Diocesana