di Rebecca Maglie*
Forse è ridondante ricordare prima a noi stessi e poi a chi ci legge, per sbaglio, di passaggio, perché ci segue sui social o è curioso, cosa sta accadendo all’estremità est del nostro mare, in una terra apparentemente lontana, ma pur sempre Santa, e perché si possono sostenere la Global Sumud Flotilla e la Freedom Flotilla Italia.
Lì dove i governi non arrivano, arriva il mondo civile che agisce e si mette al lavoro. Gaza è una prigione a cielo aperto dal 2006, ma dal 2023 la situazione è precipitata. Ci svegliamo la mattina leggendo sul cellulare (come è accaduto oggi, domenica 14 settembre 2025, a me stessa) di palazzi e ospedali andati a fuoco nella notte, di civili presi di mira, di un totale di 680.000 morti civili (morti dirette e indirette - Gideon Polya e Richard Hil 2025, Brown University 2024, Lancet 2025, Unicef 2024), di cui la metà bambini, il futuro di un popolo.
Rompere l’assedio e aprire un corridoio umanitario a cielo aperto è uno dei pochi modi rimasti con cui fare un po’ di pressione sui governi occidentali. Quella della Global Sumud Flotilla, che sarà raggiunta dalla Freedom Flotilla Italia, è una forma di attivismo legittima, non violenta e rispettosa delle leggi internazionali. La missione è fatta da gente come noi: marinai, medici, artisti, attivisti e giornalisti, da oltre quaranta paesi del mondo, che rischiano la loro vita per portare aiuti concreti al popolo palestinese, cercando di restituirgli un po’ di vita, di dignità e di libertà. La solidarietà non è un simbolo, è azione, è fare in modo di aiutare un popolo a seguire la propria rotta.
Questo vuol dire che avere a cuore il popolo palestinese equivale a sostenere Hamas, il terrorismo e a essere antisemiti? ASSOLUTAMENTE NO! Vuol dire schierarsi politicamente con un partito invece che con un altro? Di nuovo, ASSOLUTAMENTE NO. L’Italia per Costituzione ripudia la guerra e il popolo italiano lo fa con essa e, da cattolici, non potremmo mai essere a favore della violenza, dell’odio, del terrorismo, della paura, in nessun caso, né imporre idee politiche.
Si pensi a quello che diceva il motto dei nostri fondatori, Mario Fani e Giovanni Acquaderni, “preghiera, azione, sacrificio”, parole che racchiudevano il loro programma iniziale: devozione alla Santa Sede, studio della religione, testimonianza di vita cristiana, esercizio della carità.
Gli obiettivi della Global Sumud Flotilla e della Freedom Flotilla Italia sono la carità, rompere l’assedio, difendere la vita, costruire giustizia, nulla di più. Non bisogna strumentalizzare il coraggio di alcuni per i propri fini politici, bisogna capire che quella che naviga nel Mediterraneo è una grande forma di resistenza, di carità e di amore.
Da statuto, “l’Azione Cattolica Italiana è un’associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria e organica e in diretta collaborazione con la gerarchia, per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa”. Pensiamo quindi alle parole congiunte del Patriarcato Greco Ortodosso di Gerusalemme e del Patriarcato Latino di Gerusalemme (Gerusalemme, 26 agosto 2025):
“È tempo di porre fine a questa spirale di violenza, di porre fine alla guerra e di dare priorità al bene comune delle persone. C’è stata abbastanza devastazione, nei territori e nella vita delle persone. Non vi è alcuna ragione che giustifichi tenere dei civili prigionieri o ostaggi in condizioni drammatiche. È ora che le famiglie di tutte le parti in causa, che hanno sofferto a lungo, possano avviare percorsi di guarigione.
Con uguale urgenza, facciamo appello alla comunità internazionale affinché agisca per porre fine a questa guerra insensata e distruttiva, e affinché le persone scomparse e gli ostaggi israeliani possano tornare a casa.
“Sui sentieri della giustizia si trova la vita, la sua strada non va mai alla morte” (Proverbi 12,28). Preghiamo affinché tutti i nostri cuori si convertano, per camminare sui sentieri della giustizia e della vita, per Gaza e per tutta la Terra Santa.”
Il 24 settembre dal porto di Otranto, centro della nostra Arcidiocesi, partirà una delegazione della Freedom Flotilla Italia in direzione Gaza con il fine di portare aiuti umanitari (medicinali essenziali e forniture mediche, beni di prima necessità, supporto alla popolazione civile). I fondi raccolti serviranno alla logistica navale e al supporto dell’equipaggio.
Si può donare qui:
link https://chuffed.org/project/freedom-flotilla-24-settembre-da-otranto-a-g...
o si può fare un bonifico a:
Conto presso Banca Etica intestato a Casa del Popolo Silvia Picci Lecce - IBAN IT11V0501804000000017186099 - causale: Freedom Flotilla
Se non vuoi o non puoi donare, puoi ugualmente sostenere la causa palestinese, puoi contribuire con la preghiera, con l’informazione, condividendo le notizie, parlandone. Qualsiasi contributo è importante e valevole.
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Nessuno sarà libero finché non saranno liberi tutti.
*Social Media Manager Azione Cattolica Otranto, Parrocchia Maria Ss. Immacolata - Maglie





