Riflessione sul significato di “Pace disarmata e disarmante”
di Chiara Raimondi*
Il 25 gennaio 2026, la comunità di Sternatia ha ospitato la "Festa della Pace", un’iniziativa diocesana che ha visto come protagonista, per i giovanissimi dell’AC, "PACIFIST - un gioco disarmante". L'evento ci ha permesso di vivere un’esperienza immersiva nei panni di delegati internazionali chiamati a gestire le crisi di cinque nazioni: Belamara, Caravelle, Qarim, Khorasia e Novrida.
La preparazione è stata curata dall’équipe diocesana, che ha distribuito dossier con tutto il materiale necessario per studiare la situazione delle nazioni in difficoltà e con delle carte “risorsa” (alimentari, energetiche e industriali) presenti in modo volutamente diseguale per stimolare il dialogo. Noi giovanissimi, una volta divisi in gruppi, abbiamo iniziato con la fase di Analisi, studiando le necessità dei vari Paesi per capire quali emergenze prioritizzare. È stato subito evidente che nessuna nazione avrebbe potuto risolvere tutte le emergenze senza l'aiuto degli altri.
Durante la fase di Scambio, abbiamo negoziato con i nostri alleati, utilizzando lingotti d'oro come incentivi e firmando contratti di cooperazione per garantire gli aiuti necessari. La sfida più grande, però, è arrivata con la fase 4, quella degli imprevisti. Proprio quando pensavamo di aver stabilizzato le nazioni, eventi inaspettati come danni alla rete elettrica o fallimenti agricoli hanno aumentato i fabbisogni delle nazioni bisognose. Abbiamo dovuto rinegoziare tutto, mettendo da parte l'egoismo per assumerci una responsabilità collettiva verso il bene comune.
Questa esperienza ci ha insegnato che la pace non è un risultato automatico e immediato, ma richiede flessibilità, sacrificio e un ascolto costante. Il gioco si è concluso non con un punteggio, ma con una profonda riflessione su come l'empatia e la collaborazione possano realmente cambiare l'esito delle crisi mondiali e che la pace non potrà mai essere raggiunta con uno spirito individualista e di prevaricazione.
*Parrocchia “San Giorgio martire” - Spongano.









