Chi ha toccato le mie vesti?

Assemblea diocesana 17 settembre 2023
Otranto,
 Auditorium “Porta d’Oriente”
di Marco Maniglio*

 

Domenica 17 settembre 2023 si è svolta ad Otranto l’assemblea diocesana di inizio anno, nella quale sono state condivise le linee programmatiche per il nuovo anno associativo 2023/24.

L’occasione è stata anche propizia per tutti i soci presenti per incontrare il nostro nuovo Arcivescovo, Padre Francesco Neri OFM Cap., che ci ha onorati della sua presenza per tutta la durata dell’evento e che ha tenuto per noi una profonda lectio sull’icona biblica dell’anno: “Chi ha toccato le mie vesti”? (Mc 5, 21-43).

Il nostro Pastore ci ha invitati a mettere la fede in Gesù Cristo al centro dei nostri ragionamenti, delle nostre esperienze, dei nostri momenti formativi, affinché tutto sia centrato sulla figura del Maestro, l’unico a cui bisogna cercare di toccare le vesti per essere salvati e per aiutare altri a salvarsi.

Tutti i nostri ragionamenti che non hanno Dio al centro sono vuoti e non portano frutto. La gente, probabilmente, da noi si aspetta anche di poter incontrare il Maestro, per tentare di toccarGli le vesti.

Il Presidente diocesano, Salvatore Marti, ci ha illustrato le Linee programmatiche per l’anno 2023-24, spiegandoci che sono frutto non solo della lettura della Presidenza diocesana, ma anche della vita associativa bella e ricca di esperienze, che finora a tutti i livelli abbiamo vissuto. In quest’ottica sono da apprezzare e valorizzare tutte le nostre esperienze associative estive (sia parrocchiali che diocesane) perché testimoniano la bellezza del vivere e del fare insieme.

Significativo l’invito a riflettere da parte del nostro Presidente: fare le cose da soli è sicuramente più facile, ma anche meno bello. Siamo associazione perché ci riconosciamo “interconnessi”: tutte le associazioni parrocchiali hanno un senso solo se connesse al centro diocesano, cuore propulsore di tutta l’attività associativa.

Dopo l’intervento del Presidente si è svolta una tavola rotonda dal titolo La Chiesa che sogniamo, coordinata da Cristina Alemanno (Segretaria diocesana del MLAC), a cui hanno partecipato attivamente S. E. Rev.ma padre Francesco Neri (nostro Arcivescovo), Monica Del Vecchio (già responsabile nazionale per la promozione associativa) e il nostro Lorenzo Pellegrino (Segretario nazionale del MSAC).

Tantissime le sollecitazioni venute fuori. Resta impressa la veemenza positiva di Monica Del Vecchio, che ci ha spronati ad andare oltre i nostri limiti, riportandoci all’essenziale: non dobbiamo perdere di vista l’importanza della relazione semplice e immediata fra noi soci, al di là della programmazione o meno di un incontro. La vita associativa deve essere vita sol perché vissuta fra la gente e con la gente, non perché frutto di interazioni multimediali (sia pur importanti) o di eventi più o meno sporadici.

Il nostro Arcivescovo, fra le tante efficaci indicazioni e sollecitazioni, ci ha chiesto di essere persone capaci di tessere belle relazioni nella vita diocesana, all’insegna dell’umile spirito cristiano, e di essere discepoli-missionari, aiutando e supportando l’apertura della diocesi all’esterno.

Inoltre, ci ha fatto notare quanto sia importante anche per noi aprirci maggiormente e in maniera più incisiva verso la questione ecologica e verso la questione dell’umano, comprendendo tutte le realtà e confrontandoci con tante tematiche, anche impegnative, come la relazione con le realtà LGBT.

Il nostro Lorenzo Pellegrino, invece, ci ha messo al corrente delle tante iniziative nazionali e delle prospettive di impegno sulle quali la Presidenza nazionale è al lavoro per rispondere alle esigenze della vita sociale, ecclesiale, associativa, politica e culturale di oggi. Ci ha spronati, inoltre, a leggere attentamente la realtà che ci circonda, interrogandoci sui nostri modi di fare, sulle nostre consuetudini e sui nostri atteggiamenti associativi. In particolare, ad esempio, bisogna chiedersi profondamente chi sono i nostri giovani e dove sono mentre noi stiamo svolgendo un nostro evento a cui non partecipano. Non basta constatare la loro assenza e presumere di sapere a che cosa sia dovuta.

Ci ha invitati, inoltre, come associazione, a schierarci sempre a favore della democrazia e dei poveri, sull’esempio di don Milani, attraverso una frase di grande impatto: “difendendo la democrazia e i poveri” – ci dice Lorenzo – “anche se probabilmente non ne ha bisogno, difenderemo anche Dio”.

La tavola rotonda si è conclusa con la condivisione delle riflessioni da parte dei ragazzi dell’ACR, che dopo aver partecipato alla lectio con l’Arcivescovo, insieme agli Educatori hanno partecipato a delle attività specifiche, connesse alla nostra assemblea, guidati dall’équipe ACR.

I nostri ragazzi, in poche parole, ci hanno fatto capire che è “Super!” un cristiano che usa tutti i suoi cinque sensi per vivere una vita al servizio dei fratelli sull’esempio di Gesù.

Gli spunti sono stati molti, siamo tornati a casa con il cuore ricco di gioia, soprattutto per esserci incontrati in tantissimi (auditorium quasi pieno) e per aver respirato aria di casa.

Il nostro Presidente diocesano riferendosi all’Azione cattolica, ha ricordato al nostro Padre Francesco, come recita lo slogan annuale ACR, che “questa è casa sua”.

L’AC è casa nostra, e l’assemblea diocesana è stata una bella rimpatriata ecclesiale: dove c’è il Padre, ci sono anche i Figli!

 

* Presidente AC, Parrocchia Maria Ss. Assunta, Sternatia